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martedì 21 febbraio 2012

Quella sera che incontrai un inglese

Ho incontrato un inglese, anni fa, in Oriente. Il primo impatto è stato duro, ma non mi sono arresa. Ho insistito, il mio intuito ha avuto ragione: lo sentivo, che il suo era davvero un cuore tenero. Una volta spaccata la sua scorza, il suo abbraccio è stato indimenticabile. Ho trascorso con lui momenti memorabili, ogni sera di quel soggiorno. Avrei voluto portarlo in valigia con me. Il bello è che il mio fresco marito non era neppure geloso!

E' passato parecchio tempo, dal mio primo crumble. Era di mele, in Sri Lanka lo cucinavano alla perfezione. Con una spessa crosta briciolosa di pasta sablée e sotto, nascosto, un generoso strato di frutta speziata. Lo servivano negli scaldavivande. Ma così buono che mangiarlo con 40° all'ombra non sembrava una follia. Bene, non sono mai riuscita a replicarlo buono come quelle sapienti mani brune. Eppure, anche qui, non mi arrendo. Anche perché, perfetto o no, in generale l'unione di frolla (qui in versione leggera, con il burro inserito freddo, a pezzetti) e mele è sempre di una semplicità e di una bontà garantita.

Quindi, l'ennesimo tentativo è andato in porto, dritto dritto dal sito Ikea, dove bighellonavo così per caso, e dove mi sono imbattuta in unaovviamentebiondadalnomeimpronunciabile che lo propone con una salsa alla vaniglia. Letto, fatto.



Il bello (e buono) del crumble, è che si può fare con tutta la frutta, o quasi. E diventa un ottimo strumento di riciclo di frutti maturi, ammaccati, impresentabili nella loro veste originale. La frutta infatti va tagliata a pezzi, profumata con rhum per chi vuole, arricchita da zucchero di canna, frutta secca e ciò che suggeriscono fantasia e dispensa. La si ricopre con uno strato di briciolone di sablée, sì quelle che ci fanno disperare durante la prima lavorazione e non pensiamo possano trasformarsi in panetto. Ecco, le si lascia allo stato bricioloso e si ricopre per bene, senza schiacciare troppo. In forno a 180° finchè la crosta non si è indurita e dorata.
Altro pregio, la presentazione: se preparato e fatto cuocere in una pirofila, porzionandolo si sfascia per forza. Ma è bello così, per cui bando alla delicatezza.

Nei limiti della mia esperienza anglosassone, non pensavo che il crumble potesse essere anche salato. Beccata! L'impasto salato può ricoprire verdure, carne e pesce con lo stesso identico risultato. Spettacolare! Tante idee dal nuovo libriccino di Variazioni Golose della Guido Tommasi.

                                                          Crumbles (Variazioni Golose)

La loro ricetta è sempre la stessa: foto splendide, spiegazioni dettagliate, proposte adatte alla cucina mediterranea, per stupire senza esagerare. E il solito, fondamentale, corollario di consigli utili. Un altra aggiunta alla mia piccola collezione, un vero jolly da consultare quando si presentano ospiti improvvisi e si vuole andare al di là di un semplice aperitivo. In un'oretta, tra preparazione e cottura, tutti a tavola!

mercoledì 1 febbraio 2012

L'abbraccio dell'inverno (e non solo)

Ore 20, una minestra a scelta va in tavola. Inizia la guerra. "Io con poco brodo", "La mia molto liquidina", "niente pammmiggiano", "io vojo pammiggiano". E vai di scodellatura calibrata, ritoccata, spolverata. Anzi no.
Alzi la mano chi, in famiglia, vede tutti d'accordo sulla consistenza della brodosa pietanza. Ahah, ti ho beccato: tu, proprio tu, sei il bastian contrario della minestra. Quello che cambia idea ogni volta, giusto per far impazzire l'impiattatrice. Vittima del ping pong e destinata, ogni volta e inesorabilmente, a mangiare il suo primo freddo.

Bene, essendo noi due contro due (le variazioni di schieramento si sprecano spesso, però), ed essendo numerosi in questa stagione le pietanze da piatto fondo, ho dovuto escogitare un sistema per far felici tutti. L'ho trovato: le vellutate. Niente a che vedere con il pappone carotapatatazucchina dello svezzamento, ingurgitato -freddo anche quello - dopo le festose battaglie dai quattro mesi in su.

Certo, sempre verdura frullata è. Ma già il nome, bisogna ammetterlo, dà loro nuova dignità. L'abbraccio cremoso è da serata come si prospetta quella di oggi, fredda e ventosa. La rapidità di esecuzione e versatilità, senza limiti. E poi, aggiungici del latte (o della panna, per chi vuole esagerare), crostini, formaggio da gratinare, una spruzzata di pepe. O la feta sbriciolata, nel caso di questa di seguito: semplicissima, con patata latte e spinaci.



Ma l'ho preparata anche di porri soli, porri e patate, piselli, carciofi. E d'estate, naturalmente, il gazpacho. Perché, se ci si ingegna un po', la vellutata si può fare sempre e comunque, anche con gli avanzi (è anche un'idea per riabilitare quel povero emarginato della tavola, il petto del pollo arrosto al quale dedicherò un post caritatevole, prima o poi: devo provare a frullarlo con l'avocado).
Non avrei detto però di potermi scatenare anche con le versioni dolci. E invece, a illuminarmi, il secondo libriccino della Guido Tommasi Editore (il primo lo trovate qui) approdato sul mio scaffale. Devo chiedere a mio marito di aggiungere un ripiano, la collana Variazioni Golose approderà interamente nella mia cucina, lo sento!!! Ah, se riuscissi a realizzare il sogno della mia libreria di cucina: con questi libriccini, ho paura che perderei tutte le clienti, perché starei sempre a leggere!
                                                          Vellutate (Variazioni Golose)

L'autrice, Véronique Cauvin, spazia dai grandi classici alle preparazioni originali e di grande effetto cromatico, come la vellutata alle patate viola o barbabietole rosse. Sempre strepitose, e già voluttuose di per sé, le foto di Pierre-Louis Viel. In calce, la paginetta di consigli utili per la perfetta riuscita della pietanza.Un capitolo a parte è dedicato, appunto, alle declinazioni dolci. Qualche ingrediente dà davvero un tocco particolare, ma quella al cioccolato e vaniglia con piccole madeleines...

Nota a piè di pagina: ricordarsi di inserire nel progetto della libreria anche un piccolo angolo caffetteria dolceria.

venerdì 16 dicembre 2011

Natale, la tavola delle feste

"Dov'è finito il Sidoool????". Classica, disperata esclamazione da 24 dicembre di anno a vostra scelta, ore 17 suonate. A contrastare con i buoni propositi di organizzazione anticipata, e a ricordarti che forse è la volta buona di buttare giù un elenco scritto, sono come sempre i (pochi) pezzi d'argento. Ehm, di fu argento. Ossidati che è dir poco, stipati in quell'angolino lì dimenticato della credenza, reclamano un restyling immediato per la cena della Vigilia. Calza di lana e quotidiani vecchi, inizia la corsa al lucidamento, con l'altro occhio ai fornelli naturalmente (declinazione del famoso strabismo del goloso nella versione "della disperata" appunto)
Quest'anno, basta! L'elenco scritto continua a latitare, il menu della serata è ancora in altomare (vi prometto un post a breve), ma da almeno dieci giorni gli argenti, adesso sì, sono belli pronti. Una piccola soddisfazione nel caos, insomma.
Non che sia preoccupata del resto, anzi: sono molto determinata ad affrontare i preparativi senza affanno e a godermi per davvero l'atmosfera delle feste. Come? Con una parola d'ordine: semplicità. Uno, perché i miei gusti respingono barocco, eccessi, chiasso. Due, perché il risultato così è assicurato: nella facilità di esecuzione, nella rapidità dell'acquisto, come nella (spero) soddisfazione di chi riceverà e parteciperà.
Così anche nell'apparecchiatura della tavola delle feste. Ogni anno diversa, ma sempre studiata per un effetto gradevole e che metta a proprio agio il resto della famiglia. Ecco qualche dettaglio della mia tavola 2011, ancora a lavori in corso.



Basta fare un giretto in internet per trovare tanti spunti e carinerie facili da realizzare e da sè. Per apparecchiature e decorazioni davvero sontuose, ci sono però anche degli splendidi illustrati, da tenere sullo scaffale e tirar fuori in prossimità delle feste. Ricchi di idee classiche e molto, ma molto eleganti. Io ho trovato questo, perfettamente in tema: Merry Christmas che la bravissima (ma come fa a essere sempre così calma?!) Csaba Dalla Zorza  ha scritto nel 2008 per una full immersion nei preparativi natalizi, con un capitolo dedicato esclusivamente alla tavola di Natale.


E voi? che idee avete per la vostra tavola delle feste? Come vi organizzate per godervi in santa pace l'atmosfera natalizia?